sabato 7 maggio 2011

Fantasmi alla Contrada Scoppo ...

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http://messina.sicilians.it/2010/12/18/il-barone-di-contrada-scoppo/

Il barone timido di Contrada Scoppo


Una casa abbandonata di Contrada Scoppo

Continua il nostro viaggio tra i luoghi magici ed infestati di Messina, città molto prolifica sotto questo punto di vista, come già ribadito nella precedente puntata della nostra rubrica. Rimanendo in zona Boccetta (vedi episodio 1 di “Grimorium Messanae”), martoriato quartiere della città peloritana, si dice che uno spirito infesti la zona denominata “Scoppo”, un tempo famosa come punto di raccolta dell’acqua potabile ed adesso sepolta sotto i cavalcavia dell’autostrada.
In quel che rimane delle campagne che un tempo circondavano la zona, sembra che sia visibile uno spirito vestito come un distinto signore di inizio ottocento. Un mantello scuro avvolge la sua inquietante figura, mentre una sorta di tuba gli ricopre il capo. Di più non è dato sapere, in quanto il fantasma è abbastanza sfuggente e tutti coloro che testimoniano il suo avvistamento raccontano di averlo inquadrato solo per qualche secondo e con la coda dell’occhio.
Si dice che l’ectoplasma sia l’emanazione di un ricco possidente terriero, ucciso proprio nei suoi campi per un banale litigio sui confini delle proprietà. Questa è una storia che da tempo immemore si tramanda nella zona ma, c’è anche chi, giura di averlo visto con i propri occhi. Tra i testimoni c’è anche la signora Grazia G., 78 anni, residente nella zona nord di Messina e con molti amici “o Scoppu”, come lo definisce lei.


Un'altra veduta della zona

“Una quarantina di anni fa camminavo lungo la strada che adesso passa sotto il cavalcavia con mio marito. Ci stavamo recando in visita da una nostra parente. All’epoca le case non erano tantissime e tra una e l’altra c’era spesso un po’ di campagna. Non ricordo bene il punto esatto ma in una di queste zone che dividevano le abitazioni, vidi una figura con un lungo mantello nero ed un cappello, stile cilindro. Credo avesse anche una sorta di bastone, di quelli che quand’ero ancora una bambina usavano i nobili o i ricchi. Non ricordo il giorno ma sono sicura che fosse estate, al crepuscolo. La cosa che mi colpì subito, prima ancora dello strano abbigliamento, fu che la figura saliva molto velocemente ed in maniera innaturale, visto che la pendenza dal minuscolo sentiero avrebbe di certo messo in difficoltà una capra! L’avevo guardato distrattamente, senza una particolare attenzione e quando cercai di fissare lo sguardo nella sua direzione la figura era già sparita. Mio marito non vide nulla e, quando arrivai a casa della mia parente e raccontai l’accaduto, lei sorrise e mi disse: «Non ti scantari, vidisti u baruni! Nenti ti fa…”. Mi raccontò poi che tutti lo conoscevano in zona e che un tempo tutta la campagna della zona, fino al Liceo Archimede, era di sua proprietà. Non aveva mai fatto spaventare nessuno anzi, era lui che fuggiva appena qualcuno lo guardava.” Per chiunque non abbia paura “du baruni” e volesse fugacemente incontrarlo, consigliamo di aspettare il tramonto estivo, pare sia il suo momento preferito.

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